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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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Una piccola città dalle grandi emozioni
foto news

Gioia, tristezza, felicità e malinconia: sono proprio queste le emozioni contrastanti che noi animatori del Vianney abbiamo provato durante un’esperienza unica del suo genere.

Tutto è partito infatti da una piccola ma importante proposta fatta dal nostro don Beppe Barbero, che consisteva appunto nello svolgere un campo di pochi giorni in un posto diverso dal solito. Potevamo aspettarci qualsiasi città, ma sicuramente non quella che abbiamo sentito noi quel giorno: Lourdes. E al solo sentire pronunciare questa parola, è scattato in noi un senso di timore e allo stesso tempo di curiosità: da una parte non sapevamo cosa avremmo fatto e soprattutto come, ma dall’altra si aveva voglia di mettersi in gioco e di fare qualsiasi cosa ci avrebbero proposto. Per questo motivo quindi, la maggior parte di noi animatori e responsabili ha comunque deciso di accettare questa sfida “a scatola chiusa” e di partire.
Perciò 3,2,1 e… Lourdes sia!
Nonostante la stanchezza del viaggio di andata, a dir poco interminabile, una volta arrivati abbiamo iniziato immediatamente a svolgere le mansioni che ci aveva assegnato l’associazione OFTAL, grazie alla quale avevamo l’opportunità di svolgere questo campo. Al rintocco della mezzanotte che segnava quindi la fine del nostro primo giorno, ci siamo accorti della realtà completamente differente di Lourdes, che andava oltre le divise e i ritmi frenetici. Il posto infatti assumeva caratteristiche inaspettate da quelle che possiamo semplicemente leggere sui giornali o vedere alla televisione. In quei pochi giorni di permanenza, abbiamo legato ancora di più tra di noi e soprattutto, dal nulla, abbiamo iniziato a relazionarci con persone mai viste, sia del personale OFTAL sia gli anziani e malati con cui abbiamo passato intere giornate. In quei giorni trascorsi le risate erano molteplici e la soddisfazione era tanta. Ma purtroppo era la tristezza in cima alla lista delle nostre emozioni, specialmente il sabato, giorno in cui saremmo dovuti ritornare. Abbiamo riso e giocato, abbiamo scherzato e legato con tante persone, ma al momento del viaggio di ritorno provavamo solo un senso di vuoto e malinconia. Molti di noi si aspettavano un “semplice campo di settembre” al di fuori dell’Italia, ma nel momento in cui ci eravamo catapultati in questa nuova realtà, ci siamo sentiti diversi, più maturi e più cresciuti. Non ci aspettavamo infatti nemmeno una briciola di quello che abbiamo fatto o di quello che abbiamo provato. In confronto al lunghissimo e stancante viaggio di andata, la nostra esperienza a Lourdes è stata a dir poco emozionante e il tempo passato in quella città è stato per noi brevissimo. Addirittura più veloce di un battito di ciglia.
Perciò consigliamo a tutti di fare quest’esperienza almeno una volta nella vita, perché solo allora si potrà capire quello che noi abbiamo provato. E cioè un insieme di emozioni indescrivibili.
Grazie Lourdes!

I giovani della parrocchia Vianney di Torino